L’amore ai tempi di Daniela Santanchè

Santanchè intervistata da Dario Vergassola a Polignano a mare sostiene che la donna, se innamorata, è ben felice di servire il suo uomo.

Per fortuna il pubblico di Polignano fischia.

http://video.repubblica.it/edizione/bari/santanche-e-il-bottone-di-sallusti-la-donna-deve-servire-fischi-a-polignano/245702/245797

Fa sorridere, se non facesse schifo, che questa donna ritiene il burqa una forma di sottomissione della donna e invece allacciare le scarpe e servire il proprio marito la cosa più gratificante per una donna innamorata.

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Fa venire in mente certe pubblicità degli anni ’50, quelle che sembrano completamente inaccettabili oggi. Nel senso, è sentire comune che siano inaccettabili. E’ ormai un dato di fatto, condiviso da tutti/e, che non si può più pensare a tanta sudditanza.

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Guardando giorni fa “She’s beautiful when she’s angry” pensavo proprio a questo: quante lotte, quante donne, quanta forza è servita ed è stata necessaria per arrivare a questo punto, in cui ancora molto c’è da fare.

E imbattersi nel video della Santanchè è frustrante.

Tra l’altro, praticamente contemporaneamente, a Taranto sfilava un corteo in ricordo di Federica, strangolata dall’uomo da cui stava cercando di separarsi, dopo essere stata brutalmente malmenata. L’uomo ha ucciso anche il figlio, di soli 4 anni con un colpo di pistola, prima di suicidarsi.

La famiglia ha portato in corteo le foto della figlia, del corpo della figlia all’obitorio, il volto completamente tumefatto. Ma questa violenza, questo accanimento contro una donna che vorrebbe chiudere una relazione, ha dei responsabili. Che non sono solo le mani dell’uomo che l’ha uccisa ma anche le parole di coloro che continuano a sottomettere le donne, che continuano a pensare anche solo ipotizzabile un modello di relazione – di famiglia, direbbe la Santanchè – rigorosamente eterosessuale e monogamica, terribilmente prevaricatrice ed oppressiva.

Come se tante lotte fossero passate invano, come se tanto dolore e tanta morte non insegnasse mai niente. Ma Santanchè, politica di spicco del panorama italiano e abituale frequentatrice dei salotti televisivi, entra nelle case delle persone, è stata perfino responsabile delle Pari Opportunità del suo partito fino al 2007, trasmette e diffonde parole che sono pietre, e schiaffi e botte, e coltellate per i femminicidi che verranno.

Dico banalità lo so, non dico niente di nuovo, lo so. Ma per quanto tristemente chiaro, evidente, addirittura banale, è ancora terribilmente vero che il patriarcato ed il machismo opprimono, odiano ed uccidono.

E oggi come allora, ai nostri posti ci troverete.

 

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