La lotta paga…e si continua a lottare (Aggiornamenti dall’Argentina)

Grande il disordine nelle strade argentine, grande l’agitazione nelle fabbriche e numerose le vertenze e le mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

Due giorni fa, dopo quattro mesi di mobilitazione contro i licenziamenti e l’accanimento contro i delegati, si è svolta la decima giornata di lotta alla Lear; nonostante l’imponente schieramento di forze dell’ordine, i lavoratori e le lavoratrici sono riusciti ad occupare l’autostrada Panamericana “Buenos Aires-Rosario” all’altezza della località “General Pacheco”. I e le lavoratrici esigono il reintegro di 55 collegh*, non accontentandosi dei 66 che hanno già ottenuto di poter tornare a lavoro.

Fonte: www.facebook.com/enfoquerojo

Contemporaneamente nei pressi del casino City Center di Rosario organizzazioni di sinistra e lavoratori bloccavano l’ingresso all’autostrada nella direzione opposta.

Nello stesso momento nel quartiere di Almagro i lavoratori e le lavoratrici dall’industria alimentare Felfort manifestavano bloccando il traffico ed esigendo il reintegro di 15 persone licenziate ad Agosto, ottenendo il sostegno di delegazioni della Pepsi, della Kraft e della Lodiser, da sindacati e dagli studenti e dalle studentesse.

Alle lotte contro i licenziamenti si affiancano, sostenendosi reciprocamente, le esperienze di autogestione operaia, come accade nell’ex Donnolley, ora Madygraf e nella catena di fast-food “Nac&Pop”.

Le ed i lavoratrici dell’azienda grafica Madygraf si sono innanzitutto costituiti come cooperativa, hanno continuato a produrre e, attraverso la mobilitazione, sono riusciti ad ottenere il pagamento del lavoro svolto in questi oltre 40 giorni di autogestione operaia. Iniziano ad arrivare anche le prime commesse da parte dello stato e delle istituzioni: ieri è stato deciso che la facoltà di Scienze Umane di Rosario si avvarrà della Madygraf per le sue pubblicazioni.

Fonte: La Izquierda Diario

Fonte: La Izquierda Diario

Nella catena di fast food Nac&Pop sono passati all’incirca quindici giorni dalla decisione di rispondere alla sparizione del proprietario e dello stipendio con un’occupazione e l’avvio della produzione sotto il controllo degli e delle lavoratrici. Occupazione legittima, sostiene Laura, poiché quel luogo gli appartiene in quanto lavoratori e lavoratrici. Come alla Madygraf si pensa alla creazione di una cooperativa, ottenendo dal proprietario di poter rimanere nell’immobile; a questo fine le ed i lavoratori stanno cercando di rintracciarlo.

I racconti dei lavoratori e dele lavoratrici di Madygraf e di Nac&Pop sono di determinazione, ostinazione, passione e orgoglio. Sono discorsi che guardano al futuro, un futuro senza padroni. Un futuro che non è però utopia, come racconta l’esperienza della Zanon, sotto il controllo operaio da tredici anni.

Solidarietà, organizzazione e lotta, queste le armi dei lavoratori. Tutte nelle parole di Laura: “Se qualcuno vuole conoscere la nuova impronta degli impiegati, ora che già non siamo più schiavi, perché questo eravamo, vengano, li aspettiamo come non mai. Prima non volevamo lavorare perché ci sfruttavano, ora siamo felici di lavorare perché lo facciamo tra compagni”.

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2 thoughts on “La lotta paga…e si continua a lottare (Aggiornamenti dall’Argentina)

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