“Alfòn libero”, lo grida Madrid, lo gridino tuttx. Appello dalla Piattaforma per la libertà di Alfòn

Madrid è, ai miei occhi e nel mio cuore, la città degli opposti e delle contraddizioni. E’ la città non natale di Franco ma dove ancora di Giovedì, si trovano nei bar tapas di paella come voleva il caudillo, o almeno questo narra la leggenda.

E’ la città degli ultras in curva con le bandiere della falange franchista, delle marce commemorative per i falangisti e per Franco, dei concerti di gruppi antifascisti ed internazionalisti (Non Servium e Banda Bassotti, tra gli altri) sospesi, e delle manifestazioni fasciste legali. Come la “marcia contro l’immigrazione anti-spagnola” del Novembre 2007, che Esperanza Aguirre, presidentessa della Comunità Autonoma di Madrid, autorizzò e che portò alla morte di Carlos Palomino, antifascista appena sedicenne.

Carlos Palomino era un ragazzo di Vallecas, municipio fino al 1950, poi quartiere, a sud di Madrid.
Vallecas è il quartiere operaio per eccellenza della capitale spagnola, nato in seguito all’installazione delle prime fabbriche ed abitato prevalentemente da famiglie che emigravano dal resto della Spagna; è un quartiere antifascista, già che forte fu la resistenza all’avanzata franchista. E’ tuttora un quartiere fatto di legami, reti di solidarietà, partecipazione e comunità. E tornando al calcio è la sede del Rayo Vallecano, e dei suoi ultras, i Bukaneros, che portano il loro antifascismo ed il loro anticapitalismo sugli spalti, nelle strade della città e del quartiere.

Di questo stesso quartiere è Alfòn, giovane operaio di 22 anni, che la mattina del 14 Novembre 2012 si stava recando ad uno dei picchetti chiamati per lo sciopero generale europeo. L’accusa è di detenzione di esplosivi ed il carcere preventivo è immediato. 56 i giorni che Alfòn è costretto a passare in regime F.I.E.S., un regime carcerario “speciale”, che prevede la censura stretta di posta e pacchi o l’incomunicabilità con l’esterno, il controllo della vita all’interno del penitenziario (orari, attività permesse) ed il tentativo di isolare dagli altri detenuti e dai/lle solidali all’esterno, attraverso continui trasferimenti e così via.

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La madre denuncia, nei giorni seguenti, violenze psicologiche nei confronti del figlio ed, insieme al coordinamento che nasce per richiedere la libertà del giovane militante, la natura del tutto politica dell’arresto. Alfòn viene arrestato sulla base della figura giuridica dell'”allarme sociale”, non più in vigore dal 2003. Il giudice giustifica tale misura sulla base del fatto che Alfòn simpatizza per i Bukaneros e quindi è sospettato di appartenenza a “banda armata”.

Alfòn ha ottenuto la libertà condizionale il 19 Gennaio successivo ma, a distanza di quasi due anni da quello sciopero generale, è ancora necessario sostenere la lotta dei suoi familiari, amicx, vicinx e compagnx per la sua libertà totale. Infatti, il prossimo 18 Settembre, nella Madrid degli sgomberi dei centri sociali antagonisti e delle occupazioni fasciste, si terrà l’udienza del processo, nel quale Alfòn rischia fino a 5 anni e mezzo di carcere.

Il caso di Alfòn non desta certo stupore, salda l’abitudine alla repressione come maldestro tentativo di indebolire i movimenti. Che l’abitudine, però, non ceda il passo all’inazione.

La “Piattaforma per la Libertà di Alfòn”, composta da familiari, amicx, vicinx e compagnx chiede la solidarietà attiva, attraverso l’organizzazione di dibattiti, presidi ed attacchinaggi di manifesti, a tutti i collettivi e le organizzazioni, a livello nazionale ed internazionale.

Come sempre la risposta alla repressione può essere una sola: unità, solidarietà ed ancora lotta.

Qui la pagina della “Piattaforma per la Libertà di Alfòn”

Di seguito il Comunicato della “Piattaforma per la Libertà di Alfòn”

“Vogliamo che Alfonso resti in libertà”

La Piattaforma per la Libertà di Alfòn chiede di unirsi alla campagna che si sta portando avanti per la libertà di Alfòn.

Il 18 Settembre prossimo si terrà il processo contro un nostro familiare, vicino, amico e compagno, Alfòn, per il quale verranno chiesti 5 anni e mezzo di carcere.

Alfòn è un giovane di 22 anni, del quartiere operaio di Vallecas, Madrid, che è stato arrestato mentre usciva di casa e si dirigeva al picchetto unitario del suo quartiere per lo sciopero generale europeo del 14 Novembre 2012, per manifestare contro la disoccupazione e la riforma del lavoro, i tagli nel settore sociale, la privatizzazione di sanità ed istruzione…

Grazie alla vostra solidarietà ed alle mobilitazioni internazionali del 28 Dicembre 2012 siamo riusciti a rompere il silenzio dei mezzi di informazione che cercavano di mantenerlo nell’ostracismo, e a tirarlo fuori dal carcere a 56 giorni dal suo arresto, il 9 Gennaio del 2013.

La repressione in Spagna è andata crescendo fino a raggiungere limiti insospettabili di assenza di libertà. In decine di migliaia abbiamo multe, più di mille sono le persone imputate e centinaia con richiesta di arresto in carcere par aver preso parte alle lotte sociali, politiche e sindacali.

Per questo motivo abbiamo organizzato una serie di mobilitazioni tanto nel suo quartiere e nella sua città, quanto nel resto dello stato spagnolo ed abbiamo convocato una nuova giornata internazionale di solidarietà per il prossimo 16 di Settembre alle 19.00 e per questo abbiamo bisogno della vostra solidarietà attiva, come in passato.

Vi proponiamo di:

– Dare diffusione a questo caso secondo le vostre possibilità (mail, dibattiti o iniziative)

– Realizzare un presidio e scrivere un comunicato (il giorno 16 alle 19 in un luogo emblematico della vostra città, dove siete soliti organizzare presidi o manifestazioni) e vi saremmo grati se ci mandaste foto al nostro indirizzo e-mail

-Fare uno striscione con la scritta “Alfòn Libertad” ed esporla nella vostra città la notte tra il 9 ed il 10 di Settembre, farvi una foto ed inviarcela per mail, dato che ciò si è già rivelato importante in occasione della sua liberazione.

Vi ringraziamo per la vostra solidarietà e restiamo in attesa della vostra risposta.

Libertà per Alfòn!

Per la libertà ed il ritiro dei carichi penali di tutte le persone accusate o incarcerate per le lotte!

Viva la lotta della classe operaia!

Conto corrente in solidarietà: ES33 0487 0542 86 2000051729 ( a nome di Madres Contra la Represión)

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