Ennesima repressione poliziesca a Córdoba

Córdoba, Argentina.
Tutti i sabato pomeriggio alla Cañada c’è un mercatino di artigianato, musica, concerti.
Córdoba, però è laboratorio ed al tempo stesso città pioniera di leggi repressive, come ad esempio il “Codigo de falta”, che punisce tutta una serie di comportamenti che “minerebbero la convivenza civile” e che permette, di fatto, di portare in questura tutti coloro che con il loro comportamento, o peggio, con il loro aspetto, risultano sgraditi.
Ed è così che, lo scorso sabato, la polizia decide di portar via due ragazzi perché stavano bevendo vino in strada, comportamento ovviamente proibito.
La feria della Cañada, più che un mercato, è una comunità. Gli artigiani hanno occupato e stanno ristrutturando una casa, che usano come magazzino per l’attrezzatura, ma nella quale fanno anche laboratori, di serigrafia e di percussioni, tra le altre cose.
Ed è per questo che la Cañada stessa, sabato sera denuncia l’illogicità di portar via due ragazzi per una bottiglia di vino, propone di buttare il vino e finirla lì, ma senza successo. Quindi resiste agli arresti e denuncia quello che chiamano “el gatillo facil”, gli abusi della polizia che culminano nelle minacce con armi da fuoco, poiché uno degli agenti intervenuti minaccia con una pistola 9 mm, dichiarano i compagnx.
I e le compagnx riescono a filmare i primi arresti, le minacce, le cariche e la distruzione della fiera, gli arresti di chi ha provato a resistere agli arresti precedenti.
Tra loro alcunx compagnx dell’Acampe contra Monsanto, che, nella fiera, avevano un loro banchetto informativo.
Immediata la mobilitazione: presidi fuori del commissariato, di artigiani e compagnx, telefonate degli avvocati e dell’organizzazione dei diritti umani e telefonate di compagnx da tutto il paese per chiedere la scarcerazione immediata.
Oggi, domenica, sono stati scarcerati tutti, ma i collettivi ed i movimenti sociali non smettono di denunciare e lottare.
In particolare, di chiedere la liberazione di Maximiliano Peralta, ancora in stato di arresto e con divieto di comunicazione dalla notte di Venerdì.
Quale crimine ha commesso Maximiliano Peralta? Secondo la polizia lui e suo cugino sono sfuggiti ad un controllo e da lì è partito un scambio di colpi da arma da fuoco; nel “conflitto a fuoco” rimane ucciso Fernando Alberto Pellico, 18 anni, colpito alla nuca da un proiettile.
Maximiliano, cugino della vittima, ferito da un proiettile ad una gamba, è l’unico testimone di quello che, i familiari, denunciano come un caso di “gatillo facil”, un’uccisione arbitraria, inutile, crudele. I ragazzi erano andati a comprare, in moto, una coca-cola perché stavano bevendo Fernet in casa con degli amici e non avevano nessun’arma con sé, dichiara il fratello di Maximiliano.
Ora si lotta per la libertà di Maximiliano, così come ci sarà da lottare per la verità e la giustizia per Fernando.
Anche a Córdoba, ancora, si muore di polizia.

Video e testimonianza audio sugli arresti della Cañada:

http://www.ivoox.com/testimonio-detenciones-paseo-de-audios-mp3_rf_3352943_1.html

Sulla Cañada e sull’Acampe contra Monsanto

https://semenella.wordpress.com/2014/05/30/511/

https://semenella.wordpress.com/2014/06/02/amara-terra/

Sul “Codigo de falta” e sulla storia di Maximiliano:

http://resistiendoalcodigodefaltascba.blogspot.it/p/20-preguntas-sobre-el-codigo-de-faltas.html

http://www.diaadia.com.ar/policiales/joven-murio-disparo-policial-barrio-boulevares

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