A fuoco lento…

Tra le mille idee incompiute ne rispolvero una, nata nella cucina di Casa Niceflower e proposta alla mia scettica spalla, Gianni (o Pinocchio, eterno dilemma). L’idea in questione era tenere un blog di cucina, quasi più di moda dei selfie. E multiculturale, dato il viaggio imminente.

Da Salta parto mangiando empanadas caseras, divise quasi equamente con un cane della Terminal, e nel Carnevale di emozioni di questa partenza, riportarne la ricetta risulta una dignitosa scorciatoia.

Premessa d’obbligo: si è usata di qualche scorciatoia pure per la preparazione, ma dove non è arrivata la pratica sopperiamo con la teoria.

Innanzitutto, sembrano esserci due teorie sulle empanadas: in Cile è la sfoglia la parte fondamentale, il ripieno è scarso e per questo ricevono critiche; qui, al contrario, è il ripieno ad essere fondamentale, tanto che la sfoglia si può comprare al supermercato, come noi facciamo.

Iniziamo dunque dal ripieno, nel nostro caso pollo e verdura nella stessa quantità. Le empanadas possono essere anche di formaggio o di carne. In quest’ultimo caso tagliata a piccolissimi pezzi ma non macinata. Sono i dettagli, in cucina, a fare la differenza. Torniamo al pollo, nel nostro caso già cotto, altrimenti va lessato. Meglio il petto, sfilacciato ed ovviamente senza pelle. La verdura: una cipolla, un peperone verde, una carota grattugiata, un dente d’aglio, a cui va tolta l’anima perché sia più digeribile. L’aglio, tra le altre cose, è anticoagulante. Dice Marco che quando ci si taglia affettando l’aglio le ferite tardano a chiudersi e che si passa apposta aglio sui coltelli per fare male, storie da carcere. Un filo d’olio nella pentola e poi cipolla e peperone, la carota dopo, perché cucina prima. Alcuni tritano la cipolla nel mixer, noi si preferisce a pezzi grandi, così piace a Francisca. Si fa andare un po’, la cipolla come punto di riferimento. Si aggiunge il pollo e dopo un po’ un pomodoro, a pezzi grandi. Un pizzico di bicarbonato per togliere l’acido. Non è la stessa cosa dello zucchero, che solo lo nasconde. Dettagli, accortezze. Intanto si lessano due uova, poi si sbucciano bruciandosi la punta delle dita, perché la fame non permette di aspettare e sono pur sempre le tre o giù di li. Il ripieno deve raffreddare un po’, un freezer aiuta ma si sa che non si fa. Dettaglio fondamentale, che stavo dimenticando: le spezie. Il preparato per empanadas contiene pepe bianco, noce moscata ma soprattutto il cumino, fondamentale.

La sfoglia, che nel nostro caso è già pronta, si fa con acqua, farina ed un po’ di sale. Si stende in dischetti, si aggiunge una cucchiaiata di ripieno. Non bisogna essere taccagni, ma nemmeno esagerare, che poi scoppia l’empanada. Per la chiusura bisognerebbe fare la “repulga” ma non siamo in grado quindi usiamo un metodo alternativo. Innanzitutto si prepara una tazza di acqua tiepida, ci si bagna la punta delle dita e poi si passano i bordi dell’empanada. A questo punto si uniscono i due lembi, facendo pressione perché diventino “una cosa sola”. Questo sarebbe il momento della repulga, nel nostro caso ci passiamo una forchetta e sono carine lo stesso.

Le empanadas sono pronte per essere infornate, non c’è un tempo dice Marco, si controlla la cottura. Con mia grande sorpresa i forni qui hanno due porte, con quella più in basso si cuoce la parte superiore delle empanadas.

Quindi ci si siede e si aspetta, intorno al tavolo del patio in questo pomeriggio primaverile, sotto questo caldo sole, prima delle nuvole, improvvise ed inattese. Ogni tanto Marco va a “chequear” las empanadas che mangiamo ancora calde, troppo calde, mentre, che si sappia, bisogna aspettare un po’.

Il ripieno è avanzato, sarà ancora pranzo e ancora cena, per me e per il già citato, e grato, cane. Le empanadas che mangio sul colectivo in partenza sono più di una semplice cena, sono qualcuno che si prende cura di me. Più abituata all’altro lato dello specchio, assaporo il sollievo di affidarsi a qualcun’altro, l’abbandono e la fiducia, seppur temporanei.

Di nuovo a macinare kilometri, di nuovo despedidas e nuovi inizi. Salta la linda ha dato più di quello che ci si aspettasse da lei, non è semplice separarseme. Ma questa è un’altra storia.

Empanadas Caseras

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...