Nelle strade, tra la gente…

Solo in minima parte sono i luoghi a rendere emozionante il viaggio. Il senso del cammino sono gli incontri, i volti, le storie. In ultima analisi, le centinaia di traiettorie, felicitá e tragedie che assume la vita. È un pensiero ricorrente quando le esperienze che si incontrano sono cosí diverse da quelle a cui si è abituati. Ed ogni volta che incontro nuove storie continua la sorpresa e la sensazione di sentire qualcosa di vero. Non (solo) l’ennesima gringa, zaino in spalla ed anno sabbatico, ma passi prudenti in un mondo nuovo. Vivere con gli altri, come gli altri é forse meno rassicurante ed espone ad imprevisti ma sorpassa le barriere e rompe le vetrine dentro le quali spesso si tenta di rinchiudere cittá, monumenti e culture.

Incontro una giovane donna, mentre cerco un posto dove dormire a Camiri. Non é abitudine di questi luoghi dividere una stanza con sconosciuti, e dato che per entrambe sarebbe difficile trovare da dormire decidiamo di condividere una stanza in un alojamiento familiar. Non sarebbe una tragedia spendere dieci o quindici euro per una stanza singola in un albergo ma alla necessitá di risparmio si aggiunge la voglia di vivere come la gente di qui. Questa giovane donna viene da Cochabamba, ha lasciato sua figlia lí perchè suo marito, dice, ha avuto un problema”. Poi mi racconta che è in stato di fermo, perchè c’è stato un problema con la benzina, guidava il mezzo dell’impresa, non aveva una ricevuta. O forse, mi viene da pensare, ne aveva rubata un po’. E sua moglie, forse se ne vergogna un po’, forse nemmeno lei vuole crederci. Chiede in prestito una coperta ala signora della pensione e mi chiede di accompagnarla a portarla a suo marito, insieme alla cena che gli ha comprato. L’aspetto fuori, esce dopo un bel po’ e mi dice che forse lo rilasciano, che potremmo prendere una stanza poú grande, familiare, e dividerla in tre. Le dico che va bene, che non torno immediatamente in albergo ma che mi fido di lei. Sento una sottile solidarietà, pronta ad accettare una disavventura. Il marito non verrá rilasciato e la mia presenza sembra rassicuarla. Mi spiace non salutarla quando vado via, lei non è ancora tornata quando io sono pronta per lasciare questa fatiscente pensione.

Camiri ha le sue abitudini, come iniziare la giornata facendo colazione al mercato con l’insalata di frutta. La signora ormai mi conosce, mi chiede come va il lavoro a Gutiérrez e mi sorride. Questa volta mi racconta della sua famiglia e, con mio grande stupore, mi dice di avere la mia stessa etá. Parliamo, non so piú come ci arriviamo, di figliocci e padrini e le confido che, anche se non abbiamo ancora fatto il battesimo, anche io ho un figlioccio, haijadito, qui. Gli ho comprato un paio di scarpette per il giorno del bimbo, perchè non gli ho ancora fatto un regalo e perchè proprio in questi mesi sta imparando a camminare. Si chiama Samuel, ha un anno e mezzo ma tutti lo chiamano el Gordo.
Ci si sarebbe potuti domandare se quest’esperienza sarebbe stata estemporanea o se sarebbe stata una semina. La risposta è fragorosamente chiara.  

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