¿Qué es la felicidad Santi?

Di nuovo in un nuovo alojamiento. Muy linda la family.
E quando scrivevo questo, non sapevo fino a che punto. Un nuovo attacco di altitudine, mate di coca e pastiglia. Facciamo merenda, chiacchieriamo. Decidiamo di fare aperitivo, mentre aspettiamo la cena. Non sappiamo ancora quanto tempo passeremo a questo tavolo. L’ostello è spartano, le basi dei letti sono in pietra, la luce c’è per poche ore. La nostra stanza è la due, sette letti e sei persone. Compaiono sei Schneider in lattina, una Potosì da mezzo litro, credo, e due bottiglie di vino. Si raccontano storie, si ride. Sono seduta vicino a Santi, di nuovo, e parliamo. Altre due bottiglie di vino, siamo incontenibili, nonostante la sveglia sia prevista per le quattro e mezza. Poi usciamo a fumare, si gela davvero. Poi continuiamo a parlare in bagno, argomenti che è meglio che Edison non senta. Carmen va via. Santi si apre. Mi racconta tanto di sé. Piccolo e già grande. Mi racconta della sua vita, del suo amore, della difficoltà di vivere con un padre così ingombrante. Gli dico che è fortunato ad avere un padre così ma che ha meriti e talenti solo suoi. Mi racconta del nonno, secondo padre, morto poco tempo fa, della sua (di Santi, non del nonno) mentalità imprenditoriale, del commercio su facebook, delle peleas con altri ragazzi. Praticano arti marziali, lui e suo padre, e non smettono di ridere quando scoprono della mia boxe. Sa che cosa vuol dire essere ricco, ed essere povero, frequentare le classi alte e le basse, i piccoli delinquenti. […]

Questo viaggio, al momento, si divide in tre parti. Gutiérrez-Santa Cruz, una despedida. Uyuni, la poesia e Samaipata, al momento l’ignoto.
Santa Cruz, il mercato. Il pane e il cunapé, il poro per il mate e l’artigianato in paglia e metallo. I micro ed il sole. E la despedida. Io vado e lascio alla terminal Lalo e Beti. Ma come sarà tornare alla Tekove senza di loro, è presto per dirlo.

Uyuni: ricordo perfettamente il momento in cui tutto è iniziato. C’è il sole, siamo davanti all’agenzia e capiamo di essere capitati insieme. Ci studiamo, chiacchieriamo, non sappiamo che saremmo diventati coinquilini. Serenità, emozioni, brividi. Tre parole. Impresionante, il paesaggio. Inolvidable, il compleanno di Carmen e questa tre giorni. Challamos, abbiamo bevuto, per la nostra jeep e la nostra temporanea, profonda amicizia. Una foto scattata con gli occhi. Il paesaggio, giallo e azzurro, riflesso negli occhi di Santiago.

Che cos’è la felicità Santi? Vivere il momento, sapere che non tornerà e che per questo è prezioso. Non avere orologi, sveglie, telefoni. Tutto è qui ed ora, e riempie l’anima.

Come essere felici senza il viaggio?

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