Charagua

Charagua è casa di alcuni dei ragazzi, uno dei più cari. Voglio vedere com’è, immaginarli lì, bambini, chiedermi come sarà “essere nato a Charagua”, quali sono i colori dell’amore per loro, le piante e il cielo e il fiume e il mercato. Da quello che ho capito nessuno è veramente di Charagua, ma di comunità vicine. Ciò che Charagua non è. Vicina. Sono 3 ore e mezza da Gutiérrez, la maggior parte delle quali su strada sterrata, guadando fiumiciattoli purtroppo ruscelli, scansando vacche e soprattutto saltando ad ogni fosso. Noi siamo in quattro nel retro della movilidad, e non ci stiamo. L’arrivo ha il sapore della libertà, i nostri corpi tornano a distendersi. Al principio mi sembra una metropoli, ma ha solo una piazza più grande di Gutiérre, un mercato ed il fiume. Che poi in realtà sono due dita d’acqua, ma è di nuovo aranciato, verde e celeste.

 - Il fiume

Charagua – Il fiume

Il sole picchia forte ed è il Chaco, querido. Il ritorno è più sereno, ci fermiamo a far merenda, a cercare gasolina (si compra, come qualunque altra cosa, a casa delle persone), in quello che sembra essere stato nascondiglio del Ché e in una comunità vicina a Gutierréz.

Sulle tracce del Ché?

Sulle tracce del Ché?

Benzinaio

Benzinaio

Poi, finalmente, Gutiérrez, la cena di pollo in piazza ed un vinito. Si avvicinava la partenza di Flor. 

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