El vinculo con el otro

Non esistono giorni uguali, o per lo meno così sembra. Ogni volta che ci si inizia ad abituare a qualcosa, qualcosa cambia. E tutto cambia, sempre, è così la vita.
Però oggi quello che cambia è che va via Flor. Ho faticato un po’ ad avvicinarmi a lei, non per colpa sua, e nemmeno mia, ma poi è bastato poco per avvicinarsi davvero.
Le cose che ci rendono differenti, probabilmente, sono più di quelle che ci rendono simili, ma le cose che ci rendono simili sono più profonde di quelle che ci rendono differenti. Siamo sognatrici, luchadoras e mujeres, forse mai avevo sentito tanto questa condizione comune. Forse perché ci siamo ad essere trovate ad essere donne qua, dove essere donna non è facile e, per noi, spesso incomprensibile.
Flor è una donna fragile e forte, professoressa di Lettere a scuola ed in carcere, suonatrice di tamburi in un gruppo di sole donne, cattolica, colta e intelligente, appassionata di cinema, di amore e di poesia. Quella della vita, intendo.
La prima sera che beviamo vino, a fine giornata, tutti insieme, è a Flor che tocca il brindisi, e il brindisi va per gli incontri. Perché per Flor quello che conta più di ogni altra cosa è l’altro, parla spesso del “vinculo con el otro” in classe, perché la società che sogna e prova a vivere è quella fatta insieme, nel compartir, nello scambio, nel seguire progetti e tentativi comuni. Conoscere Flor è scoprire un’altra strada per andare nello stesso posto. Insomma, io continuo ad essere convinta che la sua ad un certo punto si interrompe, però la stoffa è buona. Ovviamente, per lei potrebbe essere lo stesso.
La faccenda, però, è stata lunga e ha rischiato addirittura di diventare lacrimosa, perché i ragazzi hanno iniziato a salutarla ieri sera, con canti e discorsi, ed hanno proseguito oggi, con altrettanti canti e balli.
E questa gente così riservata ed al tempo stesso dolce, davvero va oltre le parole. Lo ha detto Maria Heléna nel suo discorso, “màs allà delle parole tante cose te le abbiamo dette con gli occhi” ed uno sguardo, in particolare, ha messo in difficoltà la mia impassibilità. Quello di Rosario, che non ti guarda negli occhi mai ma che fa tremare un po’ quando suona e canta, che io intercetto per sbaglio, e che sento, con tutto quello che voleva dirle e farle sentire.
La trufi arriva, iniziano i saluti. Beti è in classe con infermeria e quando Flor è già su arrivano correndo. Beti, le ragazze ed i ragazzi.
Non finisce qua, questo ci siamo promesse nel nostro scambio di bigliettini.
Que te vaya bien Florcita, porcellana e roccia pure tu.

Flor in partenza

Flor in partenza

Benito e Rosario cantano la canzone strappalacrime, che posterei se non avessi fatto il video al contrario

Benito e Rosario cantano la canzone strappalacrime, che posterei se non avessi fatto il video al contrario

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