También la lluvia

Tambien la lluvia è l’intreccio di due storie, quella di una troupe spagnola che arriva in Bolivia per girare (l’ennesimo) film su Cristoforo Colombo e le sua conquiste, e quella di Daniel, indio reclutato attore, abitante di Cochabamba, tra gli animatori della guerra dell’acqua del 2000.

La storia della colonizzazione è interessante, non solo perché permette di conoscere aneddoti ovviamente sconosciuti, ma anche perché mostra il tentativo (forse necessariamente fallito) di trovare un personaggio buono in tutto questo.
La storia della guerra dell’acqua rimane più sullo sfondo, ma è abbastanza interessante il divario tra la comprensione e la condivisione sul piano dei principi e l’azione (o inazione) conseguente.
È un film, neanche un capolavoro probabilmente, ma vuole far emozionare e ci riesce (ammesso che io, in questa situazione, possa essere un metro attendibile).
Di sicuro mi lascia con la sensazione che tutto davvero si ripeta, incessantemente. Che questa terra continua ad essere terra di saccheggio e sfruttamento. Più ricca appare questa terra, maggiore è la minaccia su queste genti, dice Galeano; e più povera è, più diventa appetibile per gli europei, dice Tambien la lluvia. E più profondi i suoi bisogni, più infami i tentativi di farne commercio, dice la guerra di Cochabamba. Per fortuna, le guerre, ogni tanto, si vincono pure.
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